Marche di olio d’oliva da evitare: la lista completa

Immancabile in ogni cucina che si rispetti, una bottiglia o una latta di olio d’oliva costituisce quasi un bene di lusso per molti, trattandosi di qualcosa che ha un costo mediamente elevato e portato ad aumentare molto probabilmente anche in futuro. Il fattore di importanza ha reso questo prodotto ad essere considerato fondamentale.

Questo ambito ha portato anche un numero maggiore di marche di olio d’oliva e se questo ha avuto un impatto positivo sotto vari punti di vista, ha portato secondo tanti esperti ed associazioni di consumatori un abbassamento della qualità. Non è ovviamente sempre così ma ad oggi il bisogno maggiore di questo prodotto unito ai costi ha portato alcuni brand ad essere non salubri nei prodotti.

L’olio d’oliva è infatti il risultato di una serie di azioni e lavorazioni che sono in buona parte in grado di “giustificare” un costo elevato, tuttavia anche tanti altri fattori vanno ad impattare sul costo ed ovviamente sulla qualità. Ma perchè l’olio d’oliva costa così tanto, e come distinguerne uno “buono” da uno meno buono?

Olio di oliva: identikit

L’olio d’oliva viene identificato come il “re” tra tutti gli oli vegetali, in particolar modo in merito all’ottima resistenza alla cottura anche molto “invasiva” come può essere la frittura (che può arrivare anche in alcuni prodotti a 200 gradi come punto di fumo, ovvero il limite di resistenza, oltre il quale l’olio “si brucia”).

E’ anche la variante più nutriente in assoluto essendo composto prevalentemente da acidi grassi che hanno un notevole apporto benefico per il corpo umano in senso molto generale, specialmente presso l’apporto cardiaco e nervoso. Inoltre non va ad impattare sul peso ed è in grado di ravvivare sapori di piatti senza fatica.

Elemento fondamentale nella dieta mediterranea, è ovviamente legato all’habitat dell’olivo, l’albero che pur essendo longevo e resistente nel tempo necessita di una serie di fattori per essere produttivo. Inoltre le olive concepite per il consumo e per la spremitura consentendo quindi di ottenere un olio d iqualità sono relativamente poche in un raccolto.

Perchè costa così tanto?

Sono vari gli elementi che portano quest’olio a costare anche più di svariate decine al litro, in alcuni casi, ed il costo è aumentato fino a raddoppiare in meno di un decennio. Una già evidenziata scarsa disponibilità è divenuta più accentuata in negativo a fronte di cambiamenti ambientali, una concorrenza spesso eccessiva ma anche difficile per una domanda eccessiva.

Sempre più paesi e più persone necessitano di olio d’oliva che viene coltivato prevalentemente nel sud Europa ed in varie condizioni paragonabili dal punto di vista climatico, ad esempio il nord Europa viene considerato un altro luogo adatto per la produzione di quello che è quasi un bene di lusso nella cucina, ma che al tempo stesso è indispensabile.

Non possiamo quindi non comprare olio di oliva, di contro è una buona idea imparare a riconoscere quali sono i prodotti di qualità o almeno dal buon rapporto qualità prezzo, in quanto per il consumo quotidiano non è fondamentale acquistare il migliore possibile per il consumo quotidiano, seguendo alcuni indizi.

Le caratteristiche da ricordare

E’ importante capire la differenza basilare tra l’olio d’oliva e quello extra vergine d’oliva, ciò che distingue principalmente le due versioni è la presenza di acidità che per essere configurata come tale, nei termini di un prodotto non può essere eccessiva oltre un certo limite. In questo caso quindi l’olio d’oliva non dovrebbe avere una acidità superiore all’1 %.

La variante extra vergine di oliva è invece composta da specie e olive selezionate, una di buona qualità non dovrebbe avere un acidità pari a 0,8 grammi per etto di prodotto. Altri ambiti fondamentali per la scelta di un buon olio sono legati all’aspetto, che può essere più complicato da definire in quanto le bottiglie sono spesso scure e non totalmente trasparenti.

Evitare però oli dal colore tendente al bruno o marrone, condizione che evidenzia un prodotto di scarsa qualità. L’olio può essere più trasparente o più torbido, in questo caso si tratta spesso di non filtrato, anche se non è per forza un tipo di preparazione che identifica una qualità elevata, anzi può essere sostanzialmente ininfluente.

Dettagli da controllare

Fondamentale sono le etichette: queste devono completare il quadro della produzione dell’olio fino all’imbottigliamento finale, che è consensualmente il prodotto che poi acquistiamo al supermercato. In sintesi, le etichette devono recare più informazioni possibili, dal paese della coltvazione fino a dove l’olio viene effetivamente imbottigliato e dove viene poi venduto.

Infine, ma non meno importante, il prezzo: il costo è in aumento, ma viene comunque calcolato al litro. Generalmente l’olio di oliva non può essere realisticamente possibile al di sotto dei 5 euro al litro, mentre per la variante extra vergine è necessario aspettarsi almeno una quota pari a 8 euro al litro.

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