Peggiori marche di olio d’oliva: ecco quali sono

Uno degli ingredienti più usati in cucina e un vero vanto per la nostra cara Italia è sicuramente l’olio d’oliva. Considerato l’oro verde, questo ingrediente viene usato sia come condimento sia come costituente base di molte ricette, quindi per cucinare o per friggere. Insomma è davvero versatile ed immancabile in dispensa.

In commercio esistono tantissime marche e tipi di olio d’oliva e c’è ovviamente chi ne ha uno preferito. C’è poi chi ha la fortuna di avere degli appezzamenti di terreno con olivi e di auto produrre dell’olio d’oliva di qualità eccellenze e dalle spiccate proprietà nutrizionali. Ma se invece si compra in negozio, quale scegliere?

I dubbi possono essere tanti anche perché è difficile fare una scelta: tutti gli oli sembrano uguali, le bottiglie sono simili e le etichette a volte sembrano parlare un’altra lingua. Per questo è bene scoprire quali sono le peggiori marche di olio d’oliva presenti sul mercato e quelle invece che si farebbe bene a scegliere.

Proprietà dell’olio d’oliva

Prima di scoprire quali sono le peggiori marche di olio di oliva, può essere utile imparare quali sono le proprietà di questo che è considerato a buon diritto l’olio verde, un ingrediente dagli impareggiabili benefici per il corpo e talmente versatile in cucina che è diventato insostituibile e sempre presente.

C’è da dire che gli esperti consigliano di consumarlo quotidianamente perché fa molto bene: in particolare l’European Food Safety Authority e la Food and Drug Administration suggeriscono di consumare due cucchiai di olio crudo al giorno per prevenire l’insorgenza di malattie cardiovascolari, infiammazione e stress ossidativo generato dai radicali liberi.

Inoltre, dato che l’olio d’oliva contiene polifenoli, si ritiene che questo prodotto possa anche proteggere da patologie come tumori e malattie neurodegenerative. Infine, sembra che questo ingrediente possa potenziare la neurogenesi del cervello e quindi proteggerlo dalla degenerazione e persino dall’invecchiamento naturale che è dovuto all’età. Insomma è davvero super!

Le qualità che deve avere un buon olio d’oliva

Capire se un olio d’oliva è di qualità non dovrebbe essere difficile e per questo ognuno può farsi un’idea considerando diversi aspetti. C’è quello olfattivo, che riguarda il colore e il corpo, c’è quello olfattivo e quello al palato (quindi il gusto). Questi tre aspetti possono dire molto su quel determinato olio d’oliva e aiutare a fare scelte consapevoli.

L’aspetto visivo dell’olio d’oliva può servire ma è un indicatore poco affidabile preso da solo, perché non dice molto di un olio fatto con olive vecchie oppure il cui colore è stato alterato dall’aggiunta di clorofilla o allungato e colorato con altre sostanze. Il colore poi può essere verde se proviene da olive poco mature.

Giallo oro se è fatto da olio giunte a perfetta maturazione oppure giallino trasparente se è di bassa qualità. Un buon olio d’oliva ha una buona composita e un medio grado di densità. Se poco denso, vuol dire che è vecchio. Infine, il sapore di un buon prodotto deve essere leggermente amato e lievemente piccante.

Le peggiori marche di olio d’oliva

Viste le qualità che deve avere un buon olio d’oliva, è chiaro e semplice riuscire ad identificare uno che non lo è fra tutti quelli presenti al supermercato. Certo, valutare il colore può essere difficile senza aprire la bottiglia (che è spesso è di vetro scuro). Meglio allora basarsi sul colore una volta aperto e, meglio ancora, su altri aspetti.

Abbiamo visto che si può considerare la densità, che deve essere media, la corporsità ma soprattutto il sapore, lievemente piccante e leggermente amaro, ma anche dolce, rotondo e armonico allo stesso tempo. Un buon olio d’oliva non deve essere mescolato con altri oli o addizionato con solventi e additivi, anche pericolosi per la salute.

Non necessariamente quello che costa molto è di buona qualità (così come non può esserlo quello che costa poco). Deve vedere delle certificazioni ed è meglio che sull’etichetta sia scritto che è stato spremuto a freddo, che indica una migliore qualità di quello in cui le olive vengono spremute a caldo, perdendo vitamine e polifenoli.

Conclusione

Sul mercato ci sono sicuramente alcune che sono le peggiori marche d’olio d’oliva ma distinguerle può essere difficile, per questo bisogna avere gli strumenti per scoprire quando uno si può considerare un buon olio d’oliva. I 3 aspetti da valutare sono quello visivo, quello olfattivo e quello al palato (vale a dire il gusto).

Una volta valutati questi 3 aspetti, si potrà capire se quello che si ha di fronte è un buon prodotto ma molto fa anche la lettura dell’etichetta: gli ingredienti devono essere solo le olive e deve essere indicato che è stato ottenuto mediante procedimento di spremitura a freddo dei frutti.

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